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È raro conoscere persone come Claudio Colombo.

Quando gli chiesi di salire a bordo (“È un impegno a tempo pieno…”) non ci pensò su nemmeno un attimo (“Come no!”) e da affermato professionista rinunciò a convenienze e opportunità.  Se poi hai anche la possibilità di lavorarci insieme, allora sei davvero fortunato. A me è capitato.

Competente e geniale, dovevi usare la ragione se volevi stare al suo passo. Non gli ho mai chiesto perché avesse scelto di fare l’avvocato, ma immagino per quel senso irrefrenabile di giustizia che metteva in ogni suo comportamento.

Generoso, fuori dagli schemi, uno spirito libero, la cravatta sempre un po’ di traverso, a Claudio piaceva attraversare a nuoto i laghi.  Lo faceva con naturalezza, come suo solito.

Per cinque anni combattere ingiustizie e privilegi nell’interesse del bene comune è stata la nostra utopia quotidiana.

Grazie Claudio.

A Paola e Aurora un abbraccio infinito.

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