Nuovo capitolo dal libro “Delfini nel Lambro”. Roberto Scanagatti risponde alle domande di Angelo Longoni a proposito del sistema scolastico cittadino

 

Caro sindaco, qui la voglio. Partiamo dal maggio dello scorso anno quando i dirigenti scolastici degli Istituti comprensivi hanno inviato una lettera a lei e a tutti i consiglieri comunali sottolineando “la scarsa attenzione” dell’amministrazione nei confronti delle scuole materne, elementari e medie cittadine di proprietà comunale.

Abbiamo assicurato le manutenzioni delle strutture e i servizi per il funzionamento dell’attività scolastica. Inoltre sono state individuate le risorse per realizzare nuove scuole. Il nostro impegno è nei fatti e nei numeri. Allora non mi preoccupò l’attacco strumentale, ma che si potesse ingenerare tra i cittadini l’idea di una scuola pubblica lasciata allo sbando.

Lei rispose punto per punto a quella lettera, esprimendo “stupore e anche il rammarico legati non solo al metodo, del tutto inusuale e a mio avviso poco rispettoso sul piano della correttezza istituzionale, ma soprattutto per quanto riguarda i contenuti”.

Le ripeto che i numeri mi danno ragione. Malgrado la difficoltà di far quadrare i conti, problema peraltro di tutti i comuni italiani, sul versante delle spese correnti, cioè per il funzionamento dell’attività legata all’istruzione nel bilancio 2016 abbiamo mantenuto le stesse risorse del 2015, anzi le abbiamo leggermente aumentate: da 12 milioni e 742 mila euro a 12 milioni e 750 mila euro. Qui sono comprese anche le risorse per i progetti per il diritto allo studio, per l’offerta formativa e contro la dispersione scolastica, tutti progetti concordati con i dirigenti scolastici monzesi.

Gli stessi che hanno protestato?

Sì, gli stessi.

Va bene, ma gli investimenti, quelli che servono alle manutenzioni e alla realizzazione di nuovi edifici scolastici?

I fondi appostati nel 2016 sono saliti a 18 milioni e 890 mila euro rispetto ai 9,8 milioni spesi del 2015. In questa cifra c’è lo sforzo che il Comune si impegna a compiere per realizzare il nuovo polo scolastico su una porzione dell’area ex Macello. Lì sorgeranno le nuove sedi della Citterio e della Bellani e, in accordo con la Provincia, la succursale dell’Istituto Porta. La gara per il progetto si sta concludendo e a breve verrà assegnato l’incarico.

Il patrimonio scolastico è piuttosto datato. Ovvio che le manutenzioni sono necessarie.

Per le manutenzioni il Comune lo scorso anno ha terminato o avviato 74 interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di vario genere: efficientamento energetico, quali cappotti termici e sostituzione di infissi, adeguamento a standard di sicurezza e nelle palestre scolastiche. Il tutto per un totale, impegnato e in molti casi già speso, di 11 milioni e 842 mila euro.

Quindi rimanda al mittente la bocciatura dei dirigenti scolastici.

I numeri non sono mai stati smentiti.

 

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