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«Un governo europeista: il presidente è stato saggio»

STRANI "ALLEATI" L'ex sindaco Scanagatti e il primo cittadino Allevi commentano l'incarico per Palazzo Chigi «Un governo europeista: il presidente è stato saggio»
di Monica Bonalumi

Ma quale alleanza con Lega e Forza Italia: i rapporti in Consiglio comunale non cambieranno di una virgola. L'ex sindaco democratico Roberto Scanagatti stronca sul nascere eventuali ipotesi di accordi con il centrodestra monzese. "La formazione del governo Draghi - afferma - non avrà la minima ricaduta a livello locale: lo abbiamo dimostrato anche nei recenti dibattiti in consiglio comunale. Noi continueremo a presentare le nostre proposte all'amministrazione ed esamineremo quelle che arriveranno dalla maggioranza: se le condivideremo le voteremo, altrimenti ci opporremo come abbiamo fatto finora». L'esponente del Pd non rinuncia a una battuta: «Dopo oltre tre anni dall'inizio del mandato commenta - non abbiamo visto nemmeno un progetto. La Giunta Allevi ha portato in aula solo i bilanci, la modifica di qualche regolamento e delibere urbanistiche» di contenuto generale, ma non singoli piani attuativi. Il matrimonio tra i diversi schieramenti, fa notare, non esiste nemmeno a Roma: «Quello che sta per nascere - riflette - sarà un governo di emergenza, il vero punto centrale sarà Mario Draghi e le singole forze politiche decideranno se aderire. Il futuro presidente del Consiglio è sempre stato europeista e ha importanti relazioni internazionali» indispensabili per tentare di ridare credibilità al nostro Paese e cercare di risollevarlo dalla crisi sanitaria ed economica. Il Pd, aggiunge, non gli ha mai sparato contro come non lo ha fatto Forza Italia: la musica, però, cambia per quanto riguarda i pentastellati e il Carroccio. «La Lega dovrà rinunciare alla flat tax oltre che abiurare quanto sostenuto finora sull'Unione europea e sulle politiche di accoglienza: c'è chi, più che ingoiare il rospo, dovrà proprio mangiarlo. Non credo, del resto, alle folgorazioni improvvise sulla strada di Damasco e Matteo Salvini non è San Paolo». Draghi, prosegue l'ex primo cittadino, ha dalla sua non solo l'elevato profilo ma anche il fatto che nessuna formazione è decisiva per le sorti del suo governo» Dopo lo sgambetto di Matteo Renzi a Giuseppe Conte - nota - Sergio Mattarella ha saggiamente scelto di affidarsi a lui». Se con azzurri e padani sembra preclusa qualsiasi alleanza la porta rimane socchiusa per i pentastellati: Nicola Zingaretti, spiega l'ex sindaco, sta cercando di ricucire il rapporto in alcuni territori ma non è detto che il tentativo porti ad accordi replicabili in tutte le realtà, inclusa Monza.

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