5 items tagged "Il giorno"

  • 10 domande al sindaco di Monza Scanagatti

    L'intervista di Guido Bandera pubblicata sul Giorno.

    Il Giorno, venerdì 23 dicembre 2016

    ROBERTO SCANAGATTI, sindaco Pd di Monza, sta per concludere il primo mandato alla guida della città, partito nel 2012. A lui abbiamo chiesto un bilancio su quanto ha fatto l'amministrazione fin qui e su quanto ancora dovrà fare, in vista dell'appuntamento con le urne in programma in primavera.

  • Su Il giorno del 6 febbraio 2018

    PARTITO DEMOCRATICO

    Scanagatti e Ponti fra gli amministratori nella squadra di Gori

    20180206 giorno

    - MONZA - ESPERIENZA amministrativa e presenza sul territorio sono le carte che gioca il Pd brianzolo sul tavolo delle regionali. Otto amministratori locali attivi da anni nei Comuni targati Mb, tra cui personalità di punta del territorio come l' ex sindaco di Monza Roberto Scanagatti e l' ex presidente della Provincia Gigi Ponti, per fare il pieno di voti. «Stavolta vincere in Lombardia è possibile con Gori - è convinto il segretario provinciale Pietro Virtuani -. Vogliamo portare la governo della regione le migliori competenze della Brianza, coloro che ben conoscono le questioni del territorio perché è da anni che le affrontano in prima persona».
    Tra gli otto candidati democratici brianzoli per il Consiglio regionale c' è anche la riconferma della consigliere uscente dagli ultimi 5 anni, oltre che è sindaco di Nova, Laura Barzaghi pronta «a rivoltare come un calzino la Lombardia dopo 23 anni di centrodestra - dice -. Finora si è fatta solo l' ordinaria amministrazione oltre ad aver detto bugie quando si erano promessi il 75% del residuo fiscale, la macroregione del nord e gli azzeramenti di ticket e bolli auto».
    Gli amministratori comunali in corsa sono Domenico Colnaghi, da 6 anni assessore al Bilancio a Lissone, Giacomo Biffi, dal 2014 assessore alle Politiche sociali a Cavenago e consigliere provinciale, Jamila Abouri, assessore alle Politiche sociali a Bernareggio, Margherita Brambilla, assessore al Bilancio e Ambiente ad Agrate, e Cristina Redi, vicesindaco con delega alla Cultura a Desio. «La Lombardia merita di più - dice Roberto Scanagatti - di un centrodestra che in questi anni è stato premiato solo dalla laboriosità ed eccellenza che esprime il territorio. Bisogna portare avanti i progetti che la Brianza attende da tempo come la M5 e la M2, i trasporti locali, e quindi dare risposte al lavoro, cosa che non è accaduta con K-Flex e Canali. E quindi la cultura come risorsa e non basta - dice Scanagatti -distribuire prebende come si vede con Villa Reale, purtroppo ora in declino».
    Martino Agostoni.

  • Sul Giorno del 17 Febbraio 2019

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  • Sul Giorno del 22 Febbraio 2019

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  • Sull’esclusione di Monza dal circuito dei grandi concerti.

    Oggi il Giorno pubblica un articolo che riporta molto bene quello che penso sull’esclusione di Monza dal circuito dei grandi concerti.

    Scoppia la guerra degli I-Days
    Allevi e Scanagatti se le suonano
    Il sindaco: «Ora serve un piano B». L’ex: «Stiamo tornando indietro»

    MONZA si è fatta portar via gli I-Days. Monza ha perso l’evento che ha portato più gente di quanta ne riesca a muovere il Gran premio di Formula Uno. Nemmeno negli anni d’oro del circus. I quattro giorni di musica a metà giugno con una scaletta da capogiro fra Radiohead, Green Day, Linkin Park, Blink 182 e Justin Bieber, aveva richiamato oltre 200mila persone da 85 Paesi del mondo. I quattro giorni di F1 a inizio settembre, invece, hanno popolato l’autodromo con “solo” 185mila appassionati. Il circus iridato tornerà. Ancora almeno per i prossimi due anni. Gli I-Days no. Resta, quello sì, il Brianza Rock Festival, in calendario dal 6 all’8 luglio con una line up ancora da definire. E adesso è scaricabarile. Con il sindaco che corre a precisare che «non è compito del Comune organizzare grandi eventi» ma auspica che «vengano presto individuati nuovi partner idonei a progettare un palinsesto musicale di valore anche per il 2018».

    CON LA SIAS – la società che gestisce il Monza Eni Circuit – che non una virgola ha detto per provare a spiegare il fallimento di una politica che ha fatto scappare gli unici organizzatori disposti a continuare a investire con i “loro” artisti in Monza e nel suo Parco. Perché quel bando per dare in “affitto” l’ormai famoso pratone della Gerascia (8 ettari di verde entro i confini dell’autodromo) non ha retto la competizione con le condizioni offerte da Milano e dall’ex area Expo. A Monza, Live Nation e Indipendente Concerti avrebbero dovuto sottoscrivere un contratto della durata di tre anni (2018-2020) con la possibilità di organizzare – dal 15 giugno al 31 luglio – un massimo di 4 concerti all’anno, pagare un canone di 100mila euro a stagione e anche riconoscere un euro a biglietto con un minimo garantito di 50mila euro per ciascun anno.

    POI SI È AGGIUNTO il Consorzio Parco e Villa che, per portarsi a casa una fetta della torta, ha ipotizzato di far caricare su ogni biglietto una sorta di tassa di soggiorno di un euro. Fuori mercato. Eppure «ho sperato fino all’ultimo che le due società trovassero un accordo per confermare anche nel 2018 i grandi concerti a Monza – la confessione del sindaco Dario Allevi –. Mi dispiace che l’intesa non sia stata raggiunta: ora serve lavorare per trovare presto un palinsesto alternativo». Ma ormai è tardi. I big hanno già pianificato le tappe dei loro tour. E allora si pensa al futuro. E alla speranza che «si possa riportare in città il festival I-Days che a giugno ha richiamato fan e amanti della musica da tutto il mondo – auspica Allevi – perché Monza ha tutte le carte in regola per ospitare eventi di questa portata che è doveroso quindi recuperare».

    ANCHE SE sarebbero stato doveroso non perderli. E allora restano «il rammarico e la delusione perché gli sforzi fatti, anche grazie all’impegno dell’ex presidente di Sias, Andrea Dell’Orto, e dell’ex direttore del Consorzio, Lorenzo Lamperti, affinché ci fossero concerti importanti nel Parco sono stati notevoli», rimarca l’ex sindaco Roberto Scanagatti. Non nasconde l’amarezza perché «stiamo tornando indietro». Perché

    «chi doveva non è stato capace di guardare oltre e di accorgersi di un ritorno economico più ampio del singolo euro in più a biglietto». Con orgoglio, nei giorni scorsi Scanagatti ha pubblicato sulla sua pagina Facebook l’Annuario dello spettacolo Siae che certifica il concerto di Ligabue al Parco di Monza come l’evento musicale che nel 2016 ha registrato il maggior numero di spettatori in Italia. «Ligabue come i grandi artisti hanno scelto Monza e il suo Parco perché la differenza rispetto ad altre location è la bellezza del luogo – spiega –: oggi non sono stati capaci di “vendere” quella suggestione». Oggi, per il momento, Monza si ritrova a mani vuote.

    E «SONO PREOCCUPATO quando sento parlare di ripiegare su eventi di minore portata – il timore dell’ex sindaco –. Il Parco può ospitare un paio di grandi concerti all’anno, con grossi organizzatori in grado di assicurare standard di altissimo livello anche, e soprattutto, nella tutela dell’ambiente». Ma se la Monza rockstar dell’ultimo anno è fuori dai tour del 2018, «la responsabilità è anche del sindaco che non può tirarsi indietro – la stoccata di Scanagatti –. Il sindaco è anche presidente del Consorzio, ente che ha la responsabilità diretta di tutti gli eventi nel Parco e in Villa. Il Comune, con il Consorzio, dev’essere ente promotore e non limitarsi a fare da esattore sui biglietti».

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