L’eredità che Expo ci lascia è molto importante e decisiva per il futuro, soprattutto per quello dei nostri giovani. Credo che tutti noi dobbiamo avere la consapevolezza che ciò di cui, come città e territorio, abbiamo potuto beneficiare non è assolutamente frutto del caso ma di un intenso lavoro cominciato negli ultimi mesi del 2012. Lavoro che la nostra amministrazione non ha condotto in solitudine ma chiamando a raccolta e condividendo idee, progetti e iniziative con tutti i soggetti del territorio, a cominciare da Camera di Commercio, che desidero ringraziare ancora, così come ringrazio tutti gli attori istituzionali, economici e sociali che hanno creduto in una scommessa che si è rivelata vincente, anzitutto per il lavoro che ha prodotto per le imprese, i professionisti, le strutture ricettive del nostro territorio.

Monza protagonista

Credo sia opportuno ricordare le tappe di questo percorso, nel quale la nostra città ha avuto un ruolo da protagonista, oltre che di apripista in certi casi. E’ stato così nel dicembre del 2012, quando il Comune di Monza è stato il primo in assoluto a sottoscrivere un protocollo di intesa con la società Expo 2015, atto in seguito condiviso con tutti gli attori del territorio.

Da Monza, dalla nostra città, nell’aprile dell’anno successivo è partita AncixExpo, un tour che ha toccato oltre mille comuni, da nord a sud, promosso dall’associazione che rappresenta i comuni d’Italia. Una campagna che ha consentito di allargare i confini di Expo ben oltre Milano e la Lombardia e permettendo a tutti i territori di diventarne protagonisti.

Proprio dalla Villa Reale poi, nel luglio del 2013, sono stati ufficialmente presentati i contenuti di Expo - “Nutrire il pianeta, energia per la vita” -, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dell’ex presidente del consiglio, Enrico Letta e del Commissario Giuseppe Sala.

Sempre la nostra città è stata protagonista di un evento di grande importanza. Mi riferisco al lancio del progetto Expo Scuola, un test pilota adottato in seguito dal sistema scolastico nazionale, nel corso del quale un centinaio di classi di 40 scuole cittadine, hanno elaborato un racconto - usando tecniche diverse, dal multimediale alla grafica - dei temi dell’esposizione universale. Al termine dell’esperienza i migliori lavori sono stati premiati dall’allora ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, in un grande evento che si è svolto al Teatro Binario 7.

Insomma una serie di esperienze e di opportunità che la nostra città ha saputo cogliere, spesso in anticipo rispetto ad altre, proprio perché in Expo, a differenza anche in questo caso di altri, abbiamo creduto fin dall’inizio.

Le nostre idee e i nostri progetti sono stati riconosciuti validi al punto da aver ottenuto importanti finanziamenti da parte di Regione Lombardia.  Abbiamo con forza e determinazione svolto un lavoro intenso per presentare il nostro ricco patrimonio di arte, storia, ambiente e del saper fare del nostro sistema imprenditoriale, a numerose delegazioni estere: sono più di una ventina quelle incontrate. Un lavoro svolto sempre insieme ai soggetti del territorio, che vogliamo proseguire, che ha dato e darà importanti frutti.

Lavoro in Comune

Il nostro impegno quotidiano è sempre finalizzato a perseguire l’interesse della città e dei monzesi. E in tempi di risorse scarse continuiamo a fornire servizi di qualità stringendo sempre più la cinghia (ma siamo arrivati al limite), come dimostra il piano di razionalizzazione delle spese che ci ha permesso di risparmiare anche quest’anno più di un milione di euro (1,3, per la precisione).

Ci sono però due episodi su cui intendo soffermarmi in particolare perché stampa e tv vi hanno dato risalto: il caso della vigilessa assenteista e quello dell’area dell’ex Macello. Sul primo, nonostante qualcuno abbia voluto affermare il contrario, il Comune – che negli ultimi tre anni ha già licenziato tre dipendenti infedeli - è stato rigoroso: grazie al sistema di controllo interno ha scoperto i comportamenti addebitati alla signora e l’ha subito denunciata alla magistratura che ha aperto un procedimento ancora in corso. Spetta al Tribunale accertare i fatti, dopo di che saranno adottati i provvedimenti conseguenti.

Sull’area dell’ex Macello, posso rassicurare che siamo convinti di aver tutelato l’interesse dei monzesi: è vero, a causa di atti amministrativi adottati dalla precedente amministrazione, un giudice in prima istanza ci ha condannati a pagare 2,3 milioni di euro, ma non è detto che finisca qui. E soprattutto non è detto che alla fine, a rimetterci saranno le casse comunali. Ho scelto di tenermi lontano dalle polemiche che qualche gruppo politico ha voluto imbastire sulla vicenda. In fondo, anche partendo da situazioni negative si può cercare di indirizzare la rotta verso soluzioni positive. Nel caso dell’ex Macello, la sentenza ci ha restituito l’intera area che prima era stata data ad un soggetto privato.

Abbiamo deciso di partire con la sua riqualificazione, rispondendo ad una esigenza che ormai dura da troppi anni. Costruiremo quindi due scuole, le nuove Bellani e Citterio, con criteri del tutto innovativi. Si tratta di un progetto del valore complessivo di 20 milioni di euro dei quali, grazie al fatto che siamo stati selezionati nell’ambito del progetto del governo sulle scuole innovative, almeno 12 milioni ci verranno riconosciuti, mentre la restante parte sarà frutto di un finanziamento pubblico ottenuto in collaborazione con Regione Lombardia. Questo significa che da una situazione critica, potremmo alla fine trarne un vantaggio. Ancora una volta nell’interesse solo e soltanto della città.

 

Editoriale di TuaMonza novembre 2015

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