Domenica si vota per il segretario del Pd. Io ho deciso di sostenere Nicola Zingaretti.

Sono convinto che la sua proposta politica sia la più adatta per rispondere all’urgenza che ha il nostro Paese di individuare un partito serio e determinato, in grado di contrastare l’attuale disastro sociale, economico e culturale.

Ho apprezzato la considerazione e l’impegno ad avviare una nuova stagione di confronto: Il Pd da solo non basta ad arrestare la deriva. è fondamentale il concorso di un fronte progressista e riformista molto più ampio, con il quale va riaperto un dialogo da troppo tempo interrotto.

Oltre che il programma, sono anche convinto che la figura di Nicola Zingaretti sia la più adatta a ricoprire il ruolo di nuovo segretario. La stima e la considerazione che nutro per Maurizio Martina sono immutate e la generosità con cui si è fatto carico di gestire una fase complicata e piena di insidie sono la concreta dimostrazione della sua statura politica e della caratura umana che lo contraddistinguono. Ma è innegabile che è avvenuta una profonda lacerazione nel tessuto sociale dell’elettorato che votava Pd. Ricucire la trama non sarà facile e nemmeno scontato perché, prima ancora del voto, occorre riconquistare la fiducia persa. E senza un chiaro e preciso segnale di discontinuità non credo potranno esserci le condizioni per ripartire.cover social Voltiamopagina FB 1

Il Presidente Sergio Mattarella ha visitato il centro della Fondazione MBBM, un luogo di eccellenza di livello internazionale per la cura delle leucemie infantili. Grazie all’impegno di medici, infermieri e ricercatori e in virtù di una straordinaria alleanza con il Comitato Maria Letizia Verga e la Fondazione Tettamanti, nel corso di vent’anni la proporzione dei piccoli pazienti guariti si è completamente ribaltata. Se all’inizio su cento bimbi ricoverati solo venti guarivano, oggi sono ottanta quelli che ce la fanno. Ogni giorno, in quel luogo, decine di persone lavorano senza sosta per azzerare la differenza. Oggi tutti hanno elogiato questa esperienza, anche quelli che meno di due anni fa l’hanno duramente contestata. Meglio così.foto mattarella

La scelta del luogo non è casuale, tra la via Enrico Messa, martire di Fossoli (con lui furono assassinati altri cinque monzesi che voglio ricordare: Antonio Gambacorti Passerini, Enrico Arosio, Davide Guarenti, Carlo Prina e Francesco Caglio) e la ferrovia, che evoca quei vagoni blindati che corrono lenti verso la morte. Cresceranno gli alberi e il loro tronco rimarrà circondato da larghi anelli. Sono i nomi dei novantadue monzesi internati nei campi di sterminio. Sono la testimonianza delle loro storie, delle loro vite. Lasciatemi essere orgoglioso per aver contribuito da Sindaco alla realizzazione di questo luogo che è di memoria e, insieme, di impegno per il futuro.

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Il capitolo dal libro “Delfini nel Lambro” dedicato alla giornata di Bergoglio a Monza. Roberto Scanagatti risponde alle domande di Angelo Longoni

 

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Nuovo capitolo dal libro “Delfini nel Lambro”. Roberto Scanagatti risponde alle domande di Angelo Longoni a proposito di migranti e servizi sociali

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