La Giunta Comunale ha approvato nella seduta di ieri ieri il testo dell'accordo concordato con Regione Lombardia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per realizzare la nuova fermata ferroviaria Monza Est Parco, fra le vie Einstein e Confalonieri/De Marchi.

L'intervento che sarà realizzato da RFI ma interamente finanziato dal Comune di Monza include un sottopasso ciclopedonale fra le vie interessate e un marciapiedi per consentire l'accesso ai treni della linea Monza-Molteno-Lecco S7 (“Besanino”). La fermata sarà di tipo urbano e non di interscambio. L'accordo contempla la stesura entro sei mesi di una convenzione che stabilirà nei dettagli tempi e modi di intervento. I treni potranno fermare a Monza Est Parco a partire dalla fine del 2016, anno nel quale RFI realizzerà importanti lavori sui binari nella stazione centrale di Monza riducendo i tempi di percorrenza di treni da e per Lecco via Molteno guadagnando i due minuti necessari affinché il treno fermi a Monza Est Parco.

 Riduzione del 70% delle potenziali trasformazioni in aree cittadine, gran parte di queste dismesse, per una superficie che passa da 3 milioni a 1,1 milioni di mq, con una riduzione della superficie insediativa (Slp, superficie lorda di pavimento che può essere costruita) che scende da 1,3 milioni a circa 600 mila mq. E poi500 ettari di territorio libero e agricolo inserito, o di prossimo inserimento, nei parchi di interesse sovra comunale (PLIS), tra cui l’area della Cascinazza. E ancora spazi destinati alle attività economiche, tra cui quelli per artigianato tecnologico e coworking, alle attività culturali e al potenziamento del verde urbano, anche attraverso la creazione di 10 piccoli parchi cittadini di quartiere.

Questi i numeri principali del nuovo Documento di Piano, confrontati con quelli del PGT del 2007, licenziato oggi dalla giunta guidata dal sindaco Roberto Scanagatti, su proposta dell’assessore alle Politiche del territorio Claudio Colombo. Il documento prevede inoltre quote di edilizia convenzionata per un totale complessivo di 35 mila mq di Slp, delle quali un terzo dovranno essere destinate in locazione a canone concordato. Spazio poi ancora alla mobilità dolce, con l’individuazione di una rete per la mobilità ciclabile, coordinata con il “Biciplan”, che costituisce lo schema di riferimento per i futuri progetti in questo settore.

“Il nuovo documento – ha commentato il sindaco Scanagatti - compie una scelta netta nel segno del contenimento del consumo di suolo e del recupero delle aree dismesse e degradate. Una scelta che non blocca lo sviluppo della nostra città ma che permetterà di valorizzare le nostre peculiarità. Un piano che guarda al futuro, a un modello di sviluppo sostenibile in grado di migliorare la nostra capacità attrattiva verso investimenti e lavoro”.

“I circa 600 mila mq di superficie lorda edificabile – ha aggiunto l’assessore Colombo - che saranno in gran parte realizzati su aree dismesse o sottoutilizzate, rappresentano grosso modo quanto realizzato negli ultimi 5 anni, e comunque è una cifra 5 volte inferiore ai 3,2 milioni di mq di slp previsti dalla variante approvata dalla precedente amministrazione e da noi revocata al nostro insediamento”.

Il processo partecipativo sul nuovo documento di Piano è iniziato nel 2014 con un’assemblea cittadina e in seguito con incontri nelle Consulte e con i portatori di interesse, attraverso anche focus group specifici. Nelle prossime settimane gli uffici adegueranno il piano delle regole e dei servizi ai contenuti del nuovo documento di piano, e sarà completata la VAS. Entro l’estate sarà quindi  avviato l’esame in Consiglio comunale. Nel frattempo è riaperta la fase di partecipazione nelle consulte cittadine.

"Mi pare che attorno alla dichiarazione di inammissibilità in Commissione sia stato sollevato un gran polverone: come dimostrano gli atti della Camera, che sono pubblici, non c'è stato nessun voto, nessun parere o espressione del Governo, nessuna bocciatura politica alla proposta di defiscalizzare la condivisione tra enti pubblici della proprietà di immobili di proprietà pubblica. 

C’è stato un pronunciamento di natura esclusivamente tecnica. Alla luce di questo fatto credo sia proprio inutile per la causa comune montare casi che non ci sono o, peggio, fare propaganda politica. Il patto con il governo e con i parlamentari che stanno aiutando il territorio, ma anche tutto il Paese, vista l’importanza per l’Italia del Parco monumentale recintato più grande d’Europa e dell’Autodromo Nazionale di Monza, è molto chiaro: c’è la volontà politica di trovare la migliore soluzione, che deve però essere compatibile con le regole. Perché nessuno sta chiedendo scorciatoie o favori, ma un provvedimento giusto, che va nell’interesse pubblico, che per quel che ci riguarda è quello di fornire un ulteriore strumento a Regione Lombardia per garantire investimenti pluriennali a favore del Parco e del circuito nazionale. Serve tenacia e competenza per incardinare in modo corretto la soluzione del problema. Una contrapposizione tra Regione e Governo non giova a nessuno, e non aiuta chi grida allo scandalo o accusa il presidente Renzi perché i tecnici del Parlamento, esercitando la loro funzione, esprimono un giudizio sull’ammissibilità di un emendamento a un provvedimento che riguarda argomenti di tutt’altra natura".

Lo dichiara il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti.

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