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Con un comunicato stampa del Comune di Monza, il Sindaco Allevi mi chiama in causa perché, secondo  lui, le mie sono solo polemiche sterili e mi invita a rinfrescare la memoria.

I consigli, anche quando non richiesti, sono sempre da prendere sul serio.

Andiamo allora con ordine nel rammentare ciò che non vorrei fosse stato dimenticato.

Allevi afferma che il Consorzio ha provveduto a pubblicare i bandi di propria competenza quelli “sottosoglia”.  Non mi pare sia vero perché -  la tabella aiuta a ricordare - i progetti inferiori a 350 mila € sono 19. Quindi mancano almeno altri 14 interventi  per un totale di circa 3.3 milioni di €.

Allevi elenca i cinque progetti appaltati dal Consorzio da maggio ad oggi. Lui dimentica di precisare, ma io ricordo bene,  che di questi, quattro erano già stati interamente progettati dalla precedente amministrazione. Il quinto è l’affidamento al Politecnico degli atti per il bando del Masterplan.

Allevi ricorda che la struttura del Consorzio è snella e non può provvedere a svolgere la funzione di stazione appaltante e a questo proposito mi consiglia appunto di rinfrescare la memoria circa gli assetti organizzativi da me voluti. Ho fatto uno sforzo memonico e il risultato è il seguente: in meno di due anni la struttura è stata letteralmente decimata di competenze: sei persone (delle quali due con i titoli per svolgere la funzione di Responsabili del procedimento) sono state perse e almeno due pensionamenti non sono stati reintegrati.

Allevi sottolinea che l’atto integrativo prevede il possibile coinvolgimento del Parco valle del Lambro per progettare e realizzare i principali interventi del verde. Ricordo che il Consorzio, con la precedente amministrazione, si è occupato direttamente di questo aspetto e che il servizio  di manutenzione del verde è stato appaltato dalla struttura del Consorzio per un importo superiore a 700 mila €. Quindi per un valore ampiamente “soprasoglia”.

Ricordo infine che il prestigio di una città si rafforza anche in ragione della capacità di dimostrare autonomia e autorevolezza nei confronti degli altri soggetti istituzionali. La delibera Regionale 1252 del 12 febbraio scorso va esattamente nel senso opposto.

PS: E’ notizia recente, quindi facile da ricordare, che Infrastrutture Lombarde, la società regionale a cui è stata affidata la gestione delle risorse sottratte al Consorzio, sarà sciolta. A partire dall'anno prossimo sarà Aria, la nuova centrale unica  regionale a gestire anche le attività di ILspa. Auguri.

bandiera savoia

Sulla balaustra della Villa oggi era ben in vista questa bandiera. Una signora molto informata mi ha spiegato che segnala la presenza di Marina Doria e Vittorio Emanuele di Savoia. I due hanno infatti deciso di celebrare nel salone d’onore i loro compleanni. Sono rimasto un po’ perplesso. Una volta si tiravano le orecchie ai festeggiati. Oggi non usa più, figuriamoci poi nei confronti di due persone così anziane. La tiratina però se la merita chi ha autorizzato quella bizzarra esposizione che non credo proprio fosse compresa nel prezzo.

foto muro

Un burocratese nemmeno troppo complicato fotografaquello che da mesi era evidente e mette la parola fine a un imbarazzante balletto di scuse: “Scollamento tra stato di attuazione degli interventi e cronoprogramma”, così recita la delibera regionale 1252 del 12 febbraio scorso .

Conseguenze? Regione Lombardia si riprende la gestione dei fondi già versati nelle casse del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. Tredici milioni di Euro perciò tornano nella disponibilità di chi li aveva versati, dopo che per oltre un anno sono rimasti parcheggiati sul conto corrente del Consorzio. Parcheggiati ad ammuffire perché, tra l’altro, non hanno nemmeno maturato un centesimo di interessi. Non è da escludere che anche il pericolo di una chiamata in causa da parte della Corte dei Conti, abbia influito sulla inevitabile decisone.

Sarà Infrastrutture Lombarde spa a gestire direttamente gli interventi già programmati nell’Accordo di Programma e che riguardano opere urgenti di riqualificazione del patrimonio arboreo di Parco e Giardini, oltre a una serie di lavori per la messa in sicurezza e il recupero delle cascine. In tutto cinquantacinque milioni di Euro, dei quali ventitré per opere già definite ma che il Consorzio non ha saputo attivare.e di esautorare il Consorzio.

Sempre il Consorzio avrebbe dovuto procedere alla gara per la redazione del Masterplan, documento necessario per definire e programmare gli ulteriori interventi di riqualificazione dell’intero patrimonio, Villa compresa. Considerati i ritardi, anche su questo punto la delibera regionale fissa una data definitiva: entro aprile di quest’anno deve essere pubblicato il bando. 

Già nei mei scorsi la gestione del verde era stata affidata all’ente Parco della Valle del Lambro, ora anche le risorse per la riqualificazione saranno gestite direttamente da Regione Lombardia tramite una sua società. Per non parlare della situazione in cui versa Villa Reale.

Sono bastati meno di due anni per ribaltare completamente la prospettiva. Lo sforzo fatto per dare un’identità forte e autonoma alla gestione del Parco e della Villa Reale attraverso il Consorzio è andato ormai perduto. Allo stesso modo è stata decapitata una struttura creata ad hoc che, messa alla prova,  aveva dimostrato di saper funzionare bene anche in occasioni del tutto eccezionali e straordinarie.

 

Arrivati a questo punto è naturale domandarsi

Per statuto il Sindaco di Monza ricopre l’incarico di Presidente del Consorzio. Una scelta opportuna, perché posta a garanzia della tutela degli interessi di un patrimonio che appartiene in primis alla città. Ma se questo organismo è completamente svuotato di funzioni decisionali e operative, anche la funzione di rappresentanza diventa del tutto onorifica. Perciò del tutto inutile se abbia ancora senso tenere in vita il Consorzio. Se valga ancora la pena sostenere i costi di una struttura burocratica resa di fatto acefala.

 

C’è un che di surreale nella notizia che il Consorzio sta pensando di dotare 

foto divise

i volontari in servizio alla Villa Reale di nuove divise disegnate dallo stilista Balestra. In meno di un anno è successo di tutto in quel luogo straordinario, ma la preoccupazione è per il dress code...

Al piano terra il ristorante è chiuso da mesi.

Il Museo del Design è tornato nella sede milanese di Triennale svuotando di opere e di prestigio gli spazi del Belvedere.

Manca completamente un programma di eventi artistici e culturali di rilievo per il prossimo anno.

Quando il Serrone si chiamava così c’era la fila per visitare le mostre. Poi hanno l’hanno ribattezzato Orangerie (nome chic della Limonaia) ed è diventato un luogo per pochi intimi.

L'ultima botta (per ora) riguarda gli Appartamenti Reali: le visite saranno sospese per tutto il mese di novembre perché l'intera Villa chiude i battenti per fare spazio a un evento privato. Con buona pace della fruizione pubblica.

E’ triste dover constatare che non c'è più alcun interesse turistico e culturale attorno al complesso del Piermarini e come la stagione della sua rinascita sia ormai alle spalle.

La situazione è arrivata ad un punto tale che a partire dal prossimo anno la 

Quello che fa specie è la mancanza assoluta di qualsiasi iniziativa concreta per arrestare il declino. Al netto, ovviamente, delle divise griffate. D’altronde sul Titanic che affonda c’è sempre chi si preoccupa di dare l’acqua ai fiori.Villa potrebbe rimanere aperta solo nei fine settimana. Se così fosse, sarebbe un vero e proprio fallimento e una sconfitta per l’intero territorio.

 

 

foto cherry

Nel marzo del 2017 avevamo sottoscritto con un gruppo di ragazzi un patto di collaborazione: il Comune ristruttura il campetto da basket di via Tolomeo (il Cherry Court per quelli dell’ambiente) e voi che ci giocate, lo curate.

I “nuovi” arrivati - quelli del #dettofatto – hanno impiegato più di un anno poi finalmente i lavori sono terminati. Giovedì 13 settembre l’inaugurazione ufficiale anche se da luglio è aperto.

I cestisti sono una categoria che si accontenta di poco. Purtroppo alcuni hanno piedi che sembrano valigie, ma anche i piccoletti su quel campo faticano a metterla da tre: la segnatura del tiro quasi si sovrappone con la linea laterale (eppure di spazio attorno ce n’è in abbondanza). Fin qui qualcuno dirà “non facciamo i difficili, avercene…”

Eppure qualcosa rende unico nel suo genere il new Cherry di via Tolomeo ed è l’altezza dei canestri. Sì, perché solo uno dei due è ai canonici 3,05 mt dal suolo. L’altro, per motivi del tutto misteriosi, è alto molto di più!

Di solito sono le altezze dei giocatori che fanno la differenza. Al Cherry quella dei canestri.

Qualcuno avrebbe dovuto collaudare l’impianto prima di aprirlo e magari, tra un selfie e l’altro, farci un giretto cosi, tanto per controllare. Fatto sta che nei primi mesi di apertura si è giocato a un canestro solo.Per le partite a tutto campo i cestisti nostrani emigrano in massa a Villasanta. Dove si vince e si perde in modo sportivo su un campo normale. Senza la scusa del canestro. #notiziegratis  #tremetriezerocinque  #famolostrano

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