C’è un che di surreale nella notizia che il Consorzio sta pensando di dotare i volontari in servizio alla Villa Reale di nuove divise disegnate dallo stilista Balestra. In meno di un anno è successo di tutto in quel luogo straordinario, ma la preoccupazione è per il dress code...

Al piano terra il ristorante è chiuso da mesi.

Il Museo del Design è tornato nella sede milanese di Triennale svuotando di opere e di prestigio gli spazi del Belvedere.

Manca completamente un programma di eventi artistici e culturali di rilievo per il prossimo anno.

Quando il Serrone si chiamava così c’era la fila per visitare le mostre. Poi hanno l’hanno ribattezzato Orangerie (nome chic della Limonaia) ed è diventato un luogo per pochi intimi.

L'ultima botta (per ora) riguarda gli Appartamenti Reali: le visite saranno sospese per tutto il mese di novembre perché l'intera Villa chiude i battenti per fare spazio a un evento privato. Con buona pace della fruizione pubblica.

E’ triste dover constatare che non c'è più alcun interesse turistico e culturale attorno al complesso del Piermarini e come la stagione della sua rinascita sia ormai alle spalle.

La situazione è arrivata ad un punto tale che a partire dal prossimo anno la Villa potrebbe rimanere aperta solo nei fine settimana. Se così fosse, sarebbe un vero e proprio fallimento e una sconfitta per l’intero territorio.

Quello che fa specie è la mancanza assoluta di qualsiasi iniziativa concreta per arrestare il declino. Al netto, ovviamente, delle divise griffate. D’altronde sul Titanic che affonda c’è sempre chi si preoccupa di dare l’acqua ai fiori.

foto divise

Nel marzo del 2017 avevamo sottoscritto con un gruppo di ragazzi un patto di collaborazione: il Comune ristruttura il campetto da basket di via Tolomeo (il Cherry Court per quelli dell’ambiente) e voi che ci giocate, lo curate.

I “nuovi” arrivati - quelli del #dettofatto – hanno impiegato più di un anno poi finalmente i lavori sono terminati. Giovedì 13 settembre l’inaugurazione ufficiale anche se da luglio è aperto.

I cestisti sono una categoria che si accontenta di poco. Purtroppo alcuni hanno piedi che sembrano valigie, ma anche i piccoletti su quel campo faticano a metterla da tre: la segnatura del tiro quasi si sovrappone con la linea laterale (eppure di spazio attorno ce n’è in abbondanza). Fin qui qualcuno dirà “non facciamo i difficili, avercene…”

Eppure qualcosa rende unico nel suo genere il new Cherry di via Tolomeo ed è l’altezza dei canestri. Sì, perché solo uno dei due è ai canonici 3,05 mt dal suolo. L’altro, per motivi del tutto misteriosi, è alto molto di più!

Di solito sono le altezze dei giocatori che fanno la differenza. Al Cherry quella dei canestri.

Qualcuno avrebbe dovuto collaudare l’impianto prima di aprirlo e magari, tra un selfie e l’altro, farci un giretto cosi, tanto per controllare. Fatto sta che nei primi mesi di apertura si è giocato a un canestro solo.Per le partite a tutto campo i cestisti nostrani emigrano in massa a Villasanta. Dove si vince e si perde in modo sportivo su un campo normale. Senza la scusa del canestro. #notiziegratis  #tremetriezerocinque  #famolostranofoto cherry

La firma dell’accordo di programma che prevede l’ingresso di Regione Lombardia nella proprietà indivisa nel Parco di Monza è un atto dovuto. Regione Lombardia non ci regala nulla, semmai per ragioni puramente elettorali, Maroni arriva con colpevole ritardo a mettere finalmente anche la sua firma in calce ad un documento che i comuni di Monza e di Milano (gli attuali proprietari del Parco) deliberarono fin dalla scorsa primavera.

La destinazione di oltre un terzo dei 55 milioni che la Regione metterà a disposizione, sono fortunatamente vincolati dall’accordo sottoscritto prima che arrivasse a Monza l’attuale amministrazione di centrodestra. Un elenco dettagliato di interventi volti alla salvaguardia, al recupero e alla manutenzione straordinaria del patrimonio arboreo e forestale del Parco. Ricordo bene le lunghe trattative con la Regione per definire l’accordo e i tentativi, sostenuti anche dai quadri locali di Lega e FI, di dirottare una parte importante delle risorse sull’Autodromo ed in particolar modo sulle modifiche al tracciato che all’epoca di Ecclestone si erano ipotizzate. Vedremo come la nuova gestione si comporterà. Deve però deve essere chiaro che la partita non è chiusa. Anzi, adesso si apre la fase più importante e per certi versi anche più delicata. Il Consorzio di Gestione, destinatario delle risorse, saprà dimostrarsi all’altezza dei compiti che gli sono stati assegnati e dare avvio alla realizzazione degli interventi? L’emorragia di personale avvenuta negli ultimi mesi non è di buon auspicio. Fatto sta che in questi ultimi mesi il ruolo della Regione è risultato esorbitante, fino al punto da risultare come la vera e propria padrona della Villa e del Parco.

Il valore storico, ambientale e culturale di questo patrimonio è troppo importante per tutto il territorio di Monza e della Brianza e non possiamo certo consentire che a deciderne le sorti siano altri. Perché una cosa deve essere chiara: i fondi regionali sono soldi dei contribuenti lombardi, quindi anche dei monzesi e dei brianzoli. Basta quindi con queste continue genuflessioni, prima nei confronti di Formigoni poi di Maroni. Restituire le risorse ai territori da parte di chi governa, non è un favore ma un dovere.

26910987 1527443397369470 3751473436951378472 o

Buongiorno,

ho letto i volantini  recapitati nella casella delle lettere  il data 6/6/2017, di chiaro stampo elettoralistico, a favore di un candidato sindaco e contro l'attuale sindaco.

Chi conosce anche solo un poco la questione capisce che tutto il castello non regge e le accuse che vengono rivolte sono strumentali.

Riprendiamo un altro capitolo dal libro “Delfini nel Lambro”. Roberto Scanagatti risponde alle domande di Angelo Longoni a proposito dell'ambiente e dell'inquinamento

Queto sito utilizza i cookie. Per continuare a leggere, dichiara di aver letto e compreso.